05.15.09

Writer’s dream: un anno di impegno

Pubblicato su web e dintorni a 8:26 am di Studio83

Il forum per scrittori esordienti Writer’s Dream ha da poco compiuto un anno. La sua fondatrice ci racconta la storia del forum, diventato da “piccolo centro ricreativo” una piazza seguitissima in cui si discute di editoria a pagamento e ci si scambiano informazioni preziose, in barba a chi vorrebbe impedirlo.

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Quando aprii Writer’s Dream, un anno fa, cercavo solo un luogo dove poter condividere i miei scritti con altri appassionati, un piccolo centro ricreativo per scrittori.
La mia lotta contro il sistema editoriale nacque per caso nel momento in cui, cercando notizie da condividere sul forum, scoprii dell’esistenza dell’editoria a pagamento.
Una scoperta che mi allibì e mi spinse a cercare sempre più notizie su questo mondo controverso. Più mi addentravo nelle testimonianze – anonime, sommesse, impaurite – più vedevo quanto le notizie fossero confuse e parziali,       nonostante pagine e pagine di avvertimenti sulla pratica del contributo.
Quando decisi di fare qualcosa per gli esordienti era notte fonda, e io vagavo sul blog di Ettore Bianciardi.
Fino a quel momento ero convinta che pubblicare, per uno sconosciuto, fosse relativamente facile.
Più mi addentravo nelle testimonianze e nelle notizie, invece, più capivo quanto fosse difficile e complesso, per chi non ha un nome, farsi strada come scrittore.

E da lì partì tutto.
Iniziai a contattare editori, stilando quella che in un primo momento fu chiamata Black List; contattai autori alla ricerca di testimonianze, e, in tutto questo, restava un punto fermo la critica ai testi che gli utenti pubblicavano, critica sincera che è quasi una nostra esclusiva prerogativa, tra i forum online.
Sincerità: era questa la colonna portante e la chiave di lettura di tutto il nostro forum.
Sbocciarono i primi grandi progetti, alcuni falliti dopo poche settimane, ma la Black List continuava a resistere e, dopo i primi mesi, si rimpolpava a vista d’occhio.
Facendo un rapido giro del web mi accorsi che ero l’unica a fare nomi e cognomi di chi chiedeva soldi: altrove si nominavano sempre le stesse due o tre case, ma di norma vigeva una sorta di legge non scritta che urlava “omertà!”.

Il Writer’s Dream cresceva, e all’improvviso un semplice forum iniziò a starci stretto; aprimmo un sito, su una piattaforma gratuita, utilizzando la struttura di un blog; sempre per contrastare l’editoria a pagamento e l’immenso business che ruota attorno alla classe degli emergenti, lanciammo una serie di servizi editoriali gratuiti, dalla recensione all’editing di testi inediti, servizi che eravamo e siamo tuttora in grado di fornire grazie alla generosità di altri sognatori come noi che ci regalano il loro tempo.
Era tutto roseo e fiorito, fin troppo roseo e fiorito.  E così, ci imbattemmo nella nostra prima spina, una battaglia da cui siamo usciti vincitori: il caso MJM editore.
Su questa vicenda sono stati versati fiumi d’inchiostro virtuale, quindi non mi dilungherò: MJM, nella persona di Alessandro Metta (o Mietta, resta tuttora un mistero), fece la sua comparsa sul forum, sul nostro sito e sul nostro blog per protestare contro la “diffamante” opera in corso contro il nome della sua editrice.
Rileggendo ora, a distanza di più di sei mesi, quel che era accaduto, scappa più di una risata: certi espedienti adottati dal signor Alex, come quello di firmarsi con altri nomi nel commentare le sue stesse parole o come la pubblicazione di stralci di legge modificate ad hoc per farci apparire dalla parte del torto meritano una menzione speciale.

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In seguito a questo celeberrimo caso, cambiammo il nome della nostra Black List, tramutandolo in un più sobrio e neutrale “Lista E.A.P.” (Editori A Pagamento).
Presto, però, la nomenclatura iniziò a starci stretta: ci eravamo resi conto che la linea era troppo netta e si accomunavano editori che solo in alcuni casi chiedevano un contributo con altri che lo domandavano a seconda della quantità di pagine da stampare.
Nacque così la classificazione in Paradiso, Purgatorio ed Inferno, i cui nomi sono abbastanza espliciti da lasciarne ben intendere il contenuto senza ulteriori specificazioni.
Poco dopo aver adottato questa nomenclatura, apparve sul nostro blog un certo Elias Ashmole, individuo la cui identità è tuttora ignota.
Questi arrivò chiedendo che Deinotera Editrice fosse rimossa dal nostro Purgatorio, in cui era inserita per le sue richieste di contributo per l’editing.
Dopo un’aspra diatriba in cui tale Elias ci definì fascisti, ignoranti, limitati e quant’altro, il nostro sparì, promettendoci beghe legali.
Non sappiamo se abbia rivestito un ruolo nella vicenda o se la sua fosse solo una minaccia atta a spaventarci, ma dopo poco tempo arrivò una diffida, tramite raccomandata, proprio dalla Deinotera, in cui venivamo diffidati dal perpetrare l’azione diffamatoria nei confronti dell’editrice in questione.
Forti del fatto di essere nel giusto (perché mai affermare che Deinotera chiede contributi per l’editing dovrebbe essere considerato reato, quando quest’informazione è di pubblico dominio e corrisponde a realtà?) e grazie al prezioso aiuto di un avvocato che in rete è conosciuto come avvocatospadaccino, rispondemmo alla diffida inviataci da Deinotera.
E non ricevemmo risposta.

Negli ultimi tempi abbiamo ricevuto due gentili esortazioni da Sovera e Armando a cancellare testimonianze e materiale loro riguardante dai nostri siti in quanto diffamatorio.

Davanti a noi si stende una strada difficile, ricca di ostacoli: queste diffide e queste esortazioni non finiranno qui, lo sappiamo.
Ma noi, che lavoriamo in piena chiarezza, trasparenza, in totale buona fede e operiamo con sincerità, non ci siamo fatti né ci faremo intimorire: siamo nel giusto e l’abbiamo già dimostrato.
E con l’aiuto di tutti i nostri utenti, che sono davvero tanti, continueremo a dimostrarlo.

LINDA RANDO / AYAME

1 Commento »

  1. Ayame detto,

    Ringrazio di cuore le ragazze di Studio83 che mi hanno permesso di dedicare un po’ di spazio al Writer’s Dream e al nostro progetto :-)


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