05.15.09

Riflessi… isselfiR

Pubblicato su racconti a 9:08 am di Studio83

Un maestoso Sali-ce Piangente immergeva le sue fronde, come una chioma di trecce, nell’acqua cristallina del laghetto su cui si rifletteva. In virtù delle leggi della diottrica e del testaingiù l’immagine che si specchiava era contraria e speculare all’albero. Col curioso risultato di riflettere perciò uno Scendi-ce Ridente.

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Le cose si complicarono poco dopo, quando sullo scendice ridente si posò una cinciatriste.
Sopra, infatti, si era posata una cinciallegra.

La cinciallegra davanti a un salice piangente, per empatia, s’intristì. Sotto di lei, va da sé, la cinciatriste si rallegrò. Lo scendice ridente però, si era nel frattempo rattristato all’arrivo della cinciatriste e, necessariamente, agli antipodi, il salice era scoppiato in una grassa risata. Così, la cinciallegra triste a questo punto si     ri-rallegrò tornando al suo stato naturale, ma non finì lì. Il suo riflesso aveva fatto l’esatto contrario, provocando a sua volta il pianto della pianta e a catena la       reazione dell’anti-pianta…

Tra lacrime e sorrisi, andarono avanti a lungo in un altalenar di sentimenti contrastanti. Fino a quando l’uccellaccio non se ne volò via frastornato ed emotivamente confuso. Il suo riflesso lo seguì nella direzione contraria. Ma a quel punto nessuno ha mai saputo se quella che volteggiava nel cielo fosse una cinciallegra e quella nell’acqua una cinciatriste, o viceversa… né di che umore fossero rispettivamente.

E’ invece assodato che quando il volatile fu ormai lontano, il salice piangente e il suo riflesso ridevano entrambi all’unisono e a crepapelle.

ZOP

1 Commento »

  1. robin detto,

    chapeau!
    Godibile davvero questo “specchio-riflesso” di sentimenti che tanto ricorda quel relativismo astrofisico, visione di un ometto baffuto, applicabile ancor di più a quella relatività sensoriale che costruisce e definisce i giochi sociali. Un equilibrio perfetto su cui si regge la vita per intero… e anche la risata finale, che a prima vista mi sembrava poco convincente, a più attenta riflessione tanto ricorda la natura, la cui essenza è per forza di cose essenza ironica.
    Complimenti vivissimi a lei, caro Zop.
    robin


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